Quante vite si potrebbero salvare se si potessero prevedere con ampio anticipo i grandi terremoti? La risposta precisa non si puo` dare, ma l'ordine di grandezza e` senza dubbio quello delle migliaia, soprattutto se pensiamo a citta` come San Francisco o Tokyo per natura esposte al pericolo di sismi devastanti. Un aiuto in questo senso potrebbe venire dai cani. Niente di nuovo, apparentemente, dato che i migliori amici dell'uomo da sempre "sentono" l’avvicinarsi del terremoto. Ma se il "preavviso" anziche` di poche ore fosse di diverse settimane, se non di mesi, ecco che allora le cose cambierebbero decisamente in meglio. Portavoce di questa nuova teoria e` il dottor Kiyoshi Shimamura, medico giapponese che ha studiato il comportamento dei cani in relazione al terremoto che sconvolse la citta` di Kobe nel 1995. Secondo gli studi di Shimamura ripresi da UsaToday, nei due mesi precedenti e successivi al sisma il 18% degli animali ha manifestato comportamenti inusuali come un abbaiare eccessivo e un aumento dei battiti cardiaci. La percentuale poi si innalza vertiginosamente fino a raggiungere il 60% se si limitano le osservazioni alla zona piu` vicina all'epicentro. Il medico e` convinto che effettuando un monitoraggio del comportamento dei cani e riunendo i dati cosi` raccolti si possa arrivare a vere e proprie previsioni di terremoti. I risultati completi della sua ricerca saranno resi noti ufficialmente il mese prossimo presso la Societa` di Sismologia giapponese. Qualcuno comunque gia` storce il naso e contesta l'assenza di una sicura base scientifica nel metodo di Shimamura. In precedenza a Tokyo si erano gia` effettuati studi sul comportamento dei pesci gatto, senza che si arrivasse pero` ad alcun risultato apprezzabile in materia di anticipazione dei terremoti.

Post je objavljen 11.04.2009. u 19:48 sati.