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LE OLIMPIADI DI TORINO 2006 http://www.torino2006.org/ITA/OlympicGames/home/index.html

Hockey: Una Russia da finale olimpica

Mikhail Vasiliev, campione olimpico e mondiale con l’Unione Sovietica di Tikhonov negli anni ’80, ci dice: “Se giocherà con spirito di squadra e intensa motivazione, senza individualismi, questa Russia può essere davvero da finale contro il Canada. Ha dei talenti giovani spettacolari”. In realtà la Russia di Torino è un team ricco di talento e classe pura come pochissimi. Olya Kovalchuk (Atlanta), Alexander Ovechkin (Washington), Alexander Frolov (Los Angeles), Evgeni Malkin (Metallurg Magnitogorsk) hanno dominato gli entry-draft NHL degli ultimi anni. Maxim Sushinsky (Dynamo Mosca) ha dato spettacolo nelle due edizioni 2005 e 2006 di Euro Champions.


Viktor Kozlov (New Jersey), Maxim Afinogenov (Buffalo), Alexei Kovalev (Canadiens), Sergei Gonchar (Pittsburgh) sono veterani della NHL. Pavel Datsyuk (Detroit) è un grande vincitore con i Red Wings di Stanley Cup. Dany Markov (Nashville) è un giovane top-defenceman che in backline sarà affiancato dall’esperienza enorme di un Darius Kasparaitis e di un Vitaly Vishnevski, oltre che affiancarsi ad altri due emergenti come Fedor Tyutin (New York sponda Rangers) e Anton Volchenkov (Ottawa). E Alexei Yashin (New York sponda Islanders) è il super-potente scorer della NHL anni ’90 che mantiene pur sempre oggi una forza di “presenza” sul ghiaccio (come un Lindros, un Jagr) di prorompente rilievo.


Direi che è un quadro tecnico tale da far considerare questa Russia guidata dall’head-coach Krikunov, e con il mitico Boris Mikhailov nel coaching-staff e Pavel Bure general manager, squadra comunque da podio (pur avendo dovuto incassare la rinuncia di Sergei Fedorov e la strana non-convocazione di un fuoriclasse assoluto come Alexander Mogilny.
La perdita per infortunio di Nikolai Khabibulin starting-goalie è stato un colpo non indifferente, ma Evgeni Nabokov (San José) è in ogni caso un portiere dello stesso (altissimo) livello (backups anche “importanti” come Bryzgalov di Anaheim e l’esperto di tante battaglie Maxim Sokolov).
La Russia non vince una medaglia d’oro a livello internazionale dal 1993 (World Championships IIHF, head-coach era Boris Mikhailov). Qui a Torino, se la squadra è compatta e unita, vediamo la Russia come un team di vertice.

Renzo Gilodi

Hockey Ghiaccio: Russia subito k.o., Usa quasi

Due formidabili gol, nell’ultima parte del terzo tempo, di uno stellare Marian Gaborik siglano il 5-3 con cui la Slovacchia batte la Russia nel match-clou della prima giornata del torneo olimpico maschile. Una partita dai ritmi altissimi, di impressionante velocità su entrambi i versanti, di feroce intensità, giocata con incessanti capovolgimenti di fronte in una bolgia infernale di tifo. Una partita dalle fasi esaltanti, appassionanti. La Russia di coach Krikunov presenta in porta a sorpresa Ilya Bryzgalov; la Slovacchia di Frantisek Hossa presenta in porta altrettanto a sorpresa Peter Budaj. Il primo periodo vede i russi condurre 2-1 con le reti di Pavel Datsyuk e Andrei Kovalev che rispondono al vantaggio slovacco di Pavol Demitra. Capovolto a favore degli slovacchi il 2-1 parziale con cui si chiude il tempo centrale, con i gol di potenza di Lobomir Visnovsky, il 3-2 di Ovechkin che corregge una botta tremenda di Gonchar e il 3-3 di Peter Bondra con disco che beffa Bryzgalov scivolandogli sotto il corpo lentamente in rete. I ritmi sono altissimi, specie Miroslav Satan e Gaborik hanno accelerazioni fenomenali.


La Russia ha qualche grossissima occasione per tornare in vantaggio nel terzo tempo, almeno tre assist violenti messi al centro a due metri da Budaj non sono corretti in rete per un niente, e ancora Budaj compie due miracoli vedendo all’ultimo momento e deviando un rasoghiaccio micidiale dalla distanza di Datsyuk e deviando ancora una girata a colpo sicuro di Korolyuk sotto misura. A 56’42” arriva invece il 4-3 slovacco: ondata in transizione, servito sulla destra Gaborik che trafigge Bryzgalov con una fucilata. Passa pochissimo e ancora Gaborik, MVP del match, scatta dalla rossa sulla sinistra lungo la balaustra, acquista una velocità poderosa che in breve dà due metri ai rientranti terzini russi, lascia partire un’altra fucilata rasoghiaccio che s’infila imprendibile nell’angolo basso opposto della porta russa. Oggi contro la Svezia per la Russia è già una partita cruciale.


Incontrano subito difficoltà gli USA, un esordio molto ostico con una Lettonia di aspra, dura determinazione che impone un pareggio 3-3 abbastanza sorprendente. Grandioso tra i pali Arturs Irbe, che salva l’eccellente risultato lettone specie opponendosi a tutto durante un lunghissimo minuto e mezzo giocato dalla Lettonia in 3 contro 5. Sempre in questo stesso girone, esordio invece netto per la Svezia che batte 7-2 il Kazakhstan. Gli svedesi erano privi di Peter Forsberg, arrivato con la squadra ma a riposo precauzionale dopo il malanno subito ad un gomito che per il momento lo blocca ancora. Annotiamo intanto, nella prima giornata, due veramente eccellenti direzioni arbitrali, di grande autorità, “firmate” dai referees canadesi della NHL Don Marouelli (veterano di oltre 1600 partite dirette in National Hockey League) in Repubblica Ceca-Germania e Paul Devorsky in Russia-Slovacchia. Un piacere veder arbitrare così.


Renzo Gilodi

Hockey: la Repubblica Ceca di “The Dominator” Hasek
Un’emozione immensa ammirare ancora Dominik “The Dominator” Hasek a difesa della porta della Repubblica Ceca che è campione del mondo in carica con il 3-0 inflitto al Canada nella finale di Vienna 2005. A 41 anni, e con una ulteriore stagione NHL che sta giocando agli Ottawa Senators, “The Dominator” è comunque in lotta per il ruolo di starting-goalie con un altro superlativo portiere come Tomas Vokoun (Nashville), dopo Roman Cechmanek l’ultimo grandissimo goalie in ordine di tempo espresso dall’hockey della Cekia. E poi l’altra emozione intensa offerta dalla Repubblica Ceca allenata da Alois Hadamczik si chiama naturalmente Jaromir Jagr (New York Rangers), ormai una leggenda come Hasek.


Jagr avrà tre sue classiche e straordinarie “spalle” come Robert Lang, Milan Hejduk (uno dei top-scorers da molte stagioni dei Colorado Avalanche) e Martin Straka. Inoltre Hadamczik ha potuto recuperare una stella brillante come Patrik Elias (New Jersey), tornato subito ad alti livelli in NHL dopo il lungo stop causato da un’epatite. La Repubblica Ceca dell’Olimpiade 2006 si presenta - su questo asse di campioni che va da Hasek a Jagr, Lang, Hejduk, Elias, Straka - dando come sempre un’impressione di potenza e compattezza unite ad un tasso tecnico in più casi sfolgorante. Squadra da finale, senz’altro.


La difesa ci sembra molto forte con i due Kaberle (Frantisek e Tomas), Pavel Kubina, Jaroslav Spacek, i grandi giovani talenti Marek Malik e Marek Zidlicky, due draftati “alti” in NHL. In avanti troviamo ancora due tra le più interessanti stelle crescenti, Jan Bulis (Montreal) e Rostislav Olesz (Florida), unitamente al carico enorme di esperienza che portano Petr Cajanek, Vaclav Prospal, Martin Erat, David Vyborny e soprattutto Martin Rucinsky (New York Rangers), una grande bandiera, leftwinger che è entrato quest’anno con i Rangers nella sua 15a stagione di NHL, sino ad oggi 222 gol e 331 assist. Un altro dei protagonisti da ammirare sul ghiaccio di Torino 2006.


Renzo Gilodi

Hockey: i cechi Hasek ed Elias fuori dai Giochi per infortunio
17 Feb 2006

TORINO, 17 febbraio (Reuters) - Il portiere ceco Dominik Hasek e l'attaccante Patrick Elias lasceranno Torino a causa di un infortunio, ponendo una seria incognita alle possibilità che ha la sua squadra di togliere il titolo ai campioni del Canada.

Hasek era la star del team ceco che ha dato forti delusioni a Canada e Russia conquistando l'oro alle Olimpiadi del 1998, e in molti credevano che l'atleta avrebbe ripreso il ruolo a Torino.

Ma il sogno olimpico del giocatore 41enne si è infranto in meno di 10 minuti ai Giochi, quando è caduto malamente facendo una parata ed è stato immediatamente portato fuori dalla pista. All'atleta è stato diagnosticato uno stiramento nel muscolo adduttore.

Zbynek Kusy, general manager della squadra ceca di hockey, ha detto che anche l'attaccante Patrik Elias è fuori dai giochi per un infortunio durante l'incontro Repubblica Ceca-Germania.

Kusy ha aggiunto che Dusan Salficy potrebbe rimpiazzare Hasek, mentre Ales Kotalik giocherà al posto di Elias.

Hockey uomini: Usa, Canada, Slovacchia e Russia OK
16 Feb 2006

TORINO, 16 febbraio (Reuters) - Vittoria non stellare degli Stati Uniti sul Kazakhstan nella seconda giornata di gara di hockey su ghiaccio maschile.

Gli americani lasciano il ghiaccio del Palasport olimpico con il risultato di 4-1. Apre le marcature Bill Guerin, poi segnano Brian Rolston e Brian Gionta che portano gli Usa in vantaggio di 3-0 nel primo tempo.

Yevgeniy Koreshkov interrompe l'inviolabilità della porta di Rick Di Pietro prima che Mike Modano chiuda la partita con il quarto gol americano.

Team Canada ha battuto la Germania 5-1. La Slovacchia si è imposta sulla Lettonia per 6 a 3. La Russia aveva già castigato la Svezia per 5 a 0.

Hockey, Canada-Svezia sarà la finale femminile
17 Feb 2006

TORINO, 17 febbraio (Reuters) - Canada e Svezia si contenderanno la medaglia d'oro dell'hockey su ghiaccio femminile dei Giochi Invernali di Torino. Le canadesi si sono qualificate per la finale battendo le finlandesi 6-0.

Le svedesi hanno dovuto soffrire fino ai rigori per liberarsi delle americane per 3-2.

La finale si svolgerà lunedì alle 20.35.

La sfida per la medaglia di bronzo tra Usa e Finlandia è in programma lunedì alle 16.35.

Hockey: la Russia batte il Kazakistan di misura, 1-0 dopo 50 tiri
18 Feb 2006

TORINO, 18 febbraio (Reuters) - Il russo Evgeni Nabokov ha fatto 23 parate nella sua seconda apparizione su tre gare di hockey e ha permesso alla Russia di vincere contro il Kazakistan con il risicato punteggio di 1-0, nel girone preliminare alle Olimpiadi di Torino 2006.

Nabokov è stato impenetrabili, ma il suo sforzo è stato oscurato dalla performance del portiere kazako, Vitali Yeremeyev, che ha concesso un solo gol al martellante attacco russo.

Yeremeyev, che ha giocato quattro partite nei New York Rangers, ha fermato 49 dei 50 tiri realizzati dalla Russia, ma questo non ha permesso al Kazakistan di evitare la terza sconfitta consecutiva.

La Russia torna alle Olimpiadi dopo la mancata qualifica per i Giochi di Salt Lake City e dopo un lungo periodo senza riuscire a sfondare la difesa kazaka.

Alexander Kharitonov, a metà del secondo tempo, ha recuperato il disco e l'ha fatto volare alle spalle di Yeremeyev.

La vittoria porta la Russia in testa alla classifica del gruppo B.

Hockey maschile: Italia-Germania 3-3 in 60 minuti di grande spettacolo


Il pronostico della vigilia da tripla 1X2 di Italia vs Germania è stato confermato in pieno!
La cronaca finale dice 3-3 (1-0, 0-1, 2-2), con 34 minuti di penalità totali (18 per l’Italia e 16 per la Germania, seppur gli ultimi 2 minuti di penalità ai tedeschi siano arrivati al minuto 60 a filo di sirena) e percentuali di power play dello 0% con uno 0 su 7 in casa Italia ed uno 0 su 9 in casa Germania, mentre i tiri totali dicono 34 a 21 per i tedeschi.


Pronti via ed i 9.000 dell’Isozaki esultano per la rete del vantaggio azzurro al 2’03 di Parco, assistito da Iob; la Germania reagisce ed inizia a far gioco senza creare pericoli ad una Italia, che viceversa in contropiede sfiora per ben tre volte la rete del raddoppio, con Signoretti al 4’, Parco al 13’ e Tuzzolino al 17’ minuto.
Il periodo centrale riprende con lo stesso ritmo frenetico dei primi venti minuti e con tre occasioni da gol, Nardella per l’Italia, Boos e Martinec per la Germania, prima che quest’ultimo vada a segno per l’1-1 (26’21”).
Le penalità date dal capo arbitro finlandese Timo Favorin di sicuro non all’altezza del match per via di chiamate disomogenee, fioccano ed ecco situazioni di 5v3 che potrebbero portare sul 2-1 prima l’Italia con Cirone, Iob e Chitarroni e poi la Germania con Fical ma si va al secondo riposo sempre sull’1-1.


Terzo tempo da cardiopalma: 44’27” Iob in gol 2-1 per l’Italia, 46’00 Chitarroni si divora la rete del 3-1, 47’16” Felski pareggia per la Germania, per la serie gol sbagliato gol segnato, 53’ contropiede tedesco ma Muzzati si supera parando un quasi rigore a Ustorf.
Lo speaker chiama gli ultimi due minuti di gara, l’Italia segna il 3-2 con Borgatello (58’28”), la Germania chiama il time-out, toglie il portiere, gioca in 6vs5 con l’uomo in più di movimento e va in gol con Goc (58’43”) siglando il 3-3 finale che vale il primo punto olimpico per entrambe le nazionali.


Daniele Amadasi

La partita del giorno: Finlandia-Repubblica Ceca 4-2

Una Finlandia dalla feroce determinazione e dalla perfetta organizzazione di gioco batte 4-2 (1-1/1-1/2-0) la Repubblica Ceca ed è ora a punteggio pieno nel girone A, mentre la Slovacchia lo è nel girone B.


Partita elettrica, vibrante, resa incandescente a 7’03” del secondo periodo da un durissimo check alla balaustra di Jarko Ruutu su Jaromir Jagr che causa l’uscita dal campo del fuoriclasse ceko, una rissa a terra tra Ruutu e Martin Straka, 5’+20’ e penalità-partita decretata a Ruutu dal capo-arbitro svedese Andersson. Seguiranno altre scintille in un match giocato con aggressività e determinazione feroce specie dalla Finlandia. E’ il defenseman Marek Zidlicky a portare in vantaggio in superiorità la Repubblica Ceca a 8’35” del primo terzo; il pareggio finlandese arriva a 14’14” dopo scambio supersonico tra Saku Koivu e Olli Jokinen e tiro-gol di Jokinen. Koivu era appena rientrato dal penalty-box quando è stato subito servito alla perfezione da Ville Peltonen.


Nell’accesissimo tempo centrale passa in vantaggio la Finlandia a 15’02” in power-play con Jere Lehtinen e ancora in power-play ma 5 contro 3 pareggia Zidlicky con terrificante slap-shot dalla linea blu. Dopo due tempi, power-play 1/3 per la Finlandia, 2/6 per la Repubblica Ceca. Grandi protagonisti i due goalies, il finnico Antero Niittymaki e Milan Hnilicka per la squadra di Hadamczik che ha sostituito Vokoun.


Dopo appena 30” del terzo tempo passa sul 3-2 la Finlandia con Teemu Selanne che spara all’improvviso un gran tiro a fil di palo che sorprende Hnilicka. Saku Koivu manca il 4-2 al volo solo davanti a Hnilicka e così Hentunen. Il 4-2 arriva però a 8’33” con Lehtinen su assist ancora di Saku Koivu. Poi Niittymaki, giovane goalie stellare, abbassa la saracinesca.


Nella Svezia molto potente e a tratti devastante che ha schiacciato 6-1 la Lettonia ha debuttato Peter Forsberg, non risentendo del guaio all’inguine che lo ha bloccato ultimamente in NHL. “Forsberg ha avuto buone sensazioni, potrà continuare giocare la nostra Olimpiade”, comunica coach Bengt-Ake Gustafsson. Una Svezia radicalmente differente dalla squadra sconfitta 0-5 dalla Russia. “Mentalmente molto diversa - spiega Gustafsson - Molta più energia e tenacia, tutt’altra concentrazione sul match, tutt’altro focus”.


Renzo Gilodi


Post je objavljen 19.02.2006. u 11:54 sati.