srijeda, 15.08.2007.

PERCHE´SI DICE COSI`? - 5. parte

Piantare in asso

L'espressione non e` altro che la deformazione popolare della locuzione "piantare (o lasciare) in Nasso", un'isola greca dove - secondo la mitologia - Teseo, il "giustiziere" del Minotauro, avrebbe abbandonato ("piantato") la sposa Arianna dopo che costei l'aveva aiutato a condurre in porto l'impresa con il suo celeberrimo "filo".



Prendere una cantonata

Se chi guida un carro fa una curva troppo stretta, urta col mozzo della ruota contro l'angolo di una strada e puo` accadere un guaio. Percio`, prendere una cantonata in senso figurato significa commettere un errore, prendere un abbaglio.



Restare di sale

Nella Bibbia si narra che durante il fuoco celeste deciso dal Signore per distrere la citta` di Sodoma, Dio ordino` ai fiaschi di andare via senza mai volgersi indietro per nessun motivo a guardare la distruzione. La moglie di Lot (nipote di Abramo), vinta dalla curiosita`, si volto` e fu trasformata in una statua di sale.



Salamelecco

In arabo, Salam aleik significa 'pace a te' ed e` una bella forma di saluto, ma poiche` di solito e` accompagnata da gesti pieni d'ossequio, gli Italiani, traducendo con la parola salamelecco (usata quasi sempre al plurale) hanno aggiunto ad essa l'idea di inchini, riverenze e smorfie ridicole.



Tabula rasa

Si sa che gli antichi scrivevano su tavolette. Quando poi volevano usar di nuovo la tavoletta, facevano scomparire lo scritto precedente radendolo. Tabula rasa significava appunto la tavoletta da cui lo scritto era stato fatto scomparire.



Voce stentorea

Si dice cosi` per indicare una voce fortissima, fragorosa, perche´ Omero racconta di un principe greco, Stčntore, che aveva una voce cosi` potente come quella di cinquanta persone





- 19:00 -

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srijeda, 08.08.2007.

PERCHE´SI DICE COSI`? - 4. parte

L'uovo di Colombo

Si racconta che dopo che Cristoforo Colombo scopri` l'America, ci furono tante persone che cercavano di sminuire la sua impresa dicendo che non era poi stato una gran che. Sembra che un giorno Cristoforo Colombo avesse attorno a se´ parecchi di tali contestatori e domando loro:"Chi di voi e` capace di fare star ritto un uovo?" Tutti ci provarono ma nessuno ci riusci`: Allora Colombo prese l'uovo, lo schiaccio` da un lato e la cosa risulto` facilissima...


Lupus in fabula

Anche se adesso questo detto ha assunto una valenza un po' diversa, originariamente stava a significare l'arrivo di una persona che ci impedisce di parlare su un certo argomento. Questo perche´ nelle antiche favole si parlava sempre del lupo come di animale pericolosissimo; si diceva che la sua presenza togliesse la parola agli uomini, facendoli ammutolire dallo spavento.


Mangiare la foglia

In origine l'espressione era "aver mangiato la foglia" con il significato di 'capire al volo'; intendere prontamente il senso del discorso; capire subito le intenzioni altrui. Fra le tante spiegazioni, quella che da` Ugo Enrico Paoli sembra la piu` convincente. Egli considera la foglia come un collettivo: piu` foglie che si fanno mangiare agli animali vaccini. Questi si dividono in due gruppi: i lattanti che prendono il nutrimento dalla poppa materna e le bestie adulte che hanno gia` cominciato a mangiare la ... foglia. Secondo il Paoli, quindi, il senso pratico del mondo contadino ha associato alla locuzione "aver mangiato la foglia" il concetto di saggezza.


Non esser della parrocchia

Non far parte di un gruppo, di una combriccola; essere, insomma, un "estraneo", in particolare riferito a colui che volontariamente si tiene fuori dalle discussioni e da ambienti che non gli "aggradano". L'aneddoto di un autore ignoto tenta di dare una spiegazione circa l'origine del modo di dire: "Si narra che un sacerdote, durante la predica, allo scopo di sollevare il morale un po' depresso dei suoi fedeli si mise a raccontare qualcosa di molto divertente che provocava frequentissimi sorrisi negli astanti. Uno soltanto, in fondo alla navata, ascoltava impassibile, come se fosse 'estraneo' all'ambiente. Un fedele, incuriosito, non pote´ trattenersi dal chiedergli spiegazioni del suo strano comportamento. 'Mi perdoni ¬ l'apostrofo` ¬ perche´ mai lei non ride?'. E quest'ultimo, con assoluta cortesia, 'perche´ non sono della parrocchia'; volendo dire, probabilmente, che non capiva a cosa si riferissero le spiritose battute del sacerdote, non conoscendo ne´ il posto ne´ la gente".


Ovazione

Si dice che viene tributata un'ovazione ad una persona quando viene acclamata dalla folla, con applausi, ecc. Secondo i Romani, quando uno era degno di onoranze, lo si faceva procedere a piedi o a cavallo con una toga ricamata e incoronato di mirto, fra le ali della folla. Poi in suo onore veniva sacrificata una pecora; e proprio dal nome di quest'animale (ovis = pecora) la cerimonia si chiamava ovazione.


Per filo e per segno

Un tempo, gli imbianchini sul muro e i segantini sul legno usavano 'batter la corda', ossia tenevano sul muro o sul legno un filo intinto di una polvere colorata e poi lo lasciavano andare di colpo, in modo che ne rimanesse l'impronta. Tale impronta o segno indicava la linea da seguire nell'imbiancare o nel segare. Da li` e` derivato l'uso di dire per filo e per segno per intendere 'ordinatamente, con sicura esattezza'.





- 18:40 -

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nedjelja, 05.08.2007.

PERCHE´SI DICE COSI`? - 3. parte

Fare il portoghese

Non pagare il biglietto. L'origine dell'espressione risale al secolo XVIII: l'ambasciata del Portogallo a Roma, per festeggiare un avvenimento, aveva indetto una recita al teatro Argentina per la quale non erano stati distribuiti i biglietti d'invito; bastava presentarsi come "portoghesi".


Fare la cresta sulla spesa

Anticamente si chiamava agresto un condimento asprigno che si ricavava dall'uva poco matura e i contadini, quando coglievano l'uva poco matura per far l'agresto, coglievano anche un po' di quella buona che avrebbero invece dovuto portare al padrone; e si diceva far l'agresto per indicare questa piccola ruberia. In seguito, far l'agresto e` diventato far la cresta.

Fare una cosa di soppiatto

L'espressione significa "agire furtivamente, di nascosto". Non tutti sanno, forse, qual e` il significato proprio di "soppiatto". E' un aggettivo che si adopera esclusivamente nelle locuzioni simili: uscire di soppiatto; entrare di soppiatto, ecc. e propriamente vale "appiattandosi". E' composto con il prefisso "so(b)" ¬ che e` il latino "sub" (sotto) ¬ e l'aggettivo "piatto" ¬ che e` tratto dal latino medievale "plattus" ('largo', 'aperto') ¬ quindi "schiacciato". La persona che entra di soppiatto, quindi, figuratamente si "appiattisce", si "schiaccia" per ridurre il volume e non farsi notare.


Fare un tiro mancino

Se pensiamo che uno voglia colpirci, istintivamente teniamo d'occhio la sua destra; se il colpo ci viene invece dato con la sinistra, diventa piu` pericoloso, perche´ inaspettato.


Il capro espiatorio

Gli Ebrei avevano anticamente una strana usanza. Mose` aveva ordinato che ogni anno si celebrasse l'espiazione dei peccati. Nel giorno designato, il sommo sacerdote prendeva due capri: il primo veniva sgozzato e il sacerdote lo caricava, simbolicamente, di tutti i peccati suoi e del popolo; l'altro veniva mandato via perche´ si disperdesse nel deserto e non tornasse mai piu`. Il primo si chiamava capro espiatorio, il secondo capro emissario.


Il pomo della discordia

Gli antichi credevano che ci fosse una dea, figlia della Notte, sorella di Nemesi (vendetta) e delle Parche (brutte vecchie dalle mani artigliate). Questa dea, amica di Marte, si chiamava Discordia e faceva onore al suo nome aizzando continuamente litigi, pettegolezzi e malignita`. Giove, sereno e tollerante come tutti i grandi, la sopporto` per un bel po' ma alla fine perse la pazienza e scaccio` Discordia dal cielo. Rabbiosa per questo smacco, Discordia cerco` ogni occasione per vendicarsi. Quando ci fu il matrimonio di Teti (dea del mare) e Peleo (semplice mortale) furono invitati dee e dei, uomini e donne, ma certo non fu invitata madama Discordia. Al culmine della festa, lei getto` sulla tavola una mela d'oro su cui era scritto: "alla piu` bella". Le dee piu` belle presenti al banchetto erano tre: Giunone, Minerva e Venere. Ciascuna pretese la mela per se´ e nacque un putiferio, la pace della festa fu turbata e l'allegria fini`. Le tre dee si rivolsero ad un pastorello, Paride, perche´ decidesse quale fra loro fosse la piu` bella e Paride scelse Venere. Le altre due non si rassegnarono e da cio` derivo` un mondo di guai.


La pietra dello scandalo

Al tempo dei Romani, quando un disgraziato commerciante falliva, doveva sedersi su una pietra e dir forte ai suoi creditori: Cedo bona ossia 'cedo i miei averi': Dopo cio`, i creditori non avevano piu` diritto di molestarlo. La pietra, testimone del fatto doloroso, si chiamava pietra dello scandalo.










- 17:59 -

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petak, 03.08.2007.

PERCHE´SI DICE COSI`? - 2. parte

Chi ha fatto trenta puo` fare trentuno

Papa Leone X, il 1 luglio 1517 creo` trenta nuovi cardinali; poi gli parve che un altro prelato fosse pure degno di quell'onore e nomino cardinale anche lui. A coloro che si meravigliarono del fatto che il papa, che aveva deciso di fare trenta cardinali, ne avesse poi fatto uno di piu`, Leone X rispose "Chi ha fatto trenta puo` fare trentuno".


Ciao

In passato esisteva il saluto deferente schiavo (per dire: 'servo suo'); poi, specialmente nella regione veneta, si abbrevio` la parola in s-cio. In seguito si e` trasformata in ciao. Ma il saluto, che prima era ossequioso, e` diventato, invece, il piu` confidenziale. Fino a circa un secolo fa, la parola era usata solo nell'Italia settentrionale.


Ciurlar nel manico

Se la lama di un coltello o di altro simile arnese non e` ben inserita nel manico o se ne e` staccata per il lungo uso, l'arnese diventa inservibile, perche´ la lama perde ogni resistenza girando (ciurlando) nel manico. Percio` quando una persona o una cosa risulta incerta e non affidabile si dice che ciurla nel manico.


Dare botte da orbi

Anche nell'ira, colui che picchia, puo` darsi che abbia qualche riguardo per non fare troppo male; ma un cieco, no! Lui non sa dove batte e colpisce senza pieta` e misura.


Do ut des

Proverbio latino, che significa "do affinche` tu dia". E' il proverbio degli egoisti.


Essere al verde

Significa "essere a corto di denaro". Per molto tempo si e` usato appaltare i servizi pubblici per mezzo di un'asta. Il banditore accendeva una candela la cui base era tinta di verde. Finche` la candela non era arrivata al verde, era lecito fare offerte; dopo, non piu`.
Secondo altra interpretazione, l'espressione si riferisce semplicemente al fatto che le candele avevano la base tinta di verde.


Fare fiasco

Anticamente c'era a Firenze un artista comico che, ogni sera, si presentava tenendo fra le mani un oggetto nuovo; e su questo oggetto improvvisava versi buffi che facevano ridere il pubblico. Una sera si presento` con un fiasco, ma i versi non piacquero e ci fu un concerto di fischi. Da allora in poi si disse far fiasco per non riuscire in qualche cosa.



- 19:03 -

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