Cultura

26.10.2008., nedjelja

Le piramidi in Bosnia

Una delle puntate della bellissima trasmissione "Voyager", che va in onda su RAI 2, ci ha dato lo spunto di pubblicare questo articolo perche` ha stuzzicato la nostra fantasia. Si tratta di una scoperta archeologica, forse eccezionale, venuta alla luce in uno stato molto vicino al nostro.

Diciamolo subito: anche se parleremo di Piramidi, non siamo in Egitto, ma in Bosnia e precisamente a Visoko in quella che i bosniaci hanno ribattezzato “La Valle delle Piramidi!”. Tutto ruota intorno a una scoperta archeologica che ha dell’incredibile: riprese satellitari della NASA, analisi spettrali e telerilevamenti morfologici hanno stabilito chiaramente che si tratta di una immensa struttura piramidale. Anzi: di tre strutture piramidali, considerando le colline vicine. Le evidenze hanno convinto gli scienziati e il governo che fosse il caso di scavare per capire cosa ci fosse sotto la terra di queste colline.

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"La Valle delle Piramidi"

La direzione dei lavori e`stata affidata all’archeologo bosniaco-americano Semir Osmanagich, e gia` dai primi risultati sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che sotto questa terra ci sia un’opera lavorata dall’uomo. Ma c’e` di piu`: se come sembra si tratti di un’antica piramide, questa sarebbe piu` alta della Grande Piramide di Cheope! Un gruppo di tre piramidi, di cui la piu` alta e`superiore a quella di Cheope, chiamata la Piramide del Sole.

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"La Piramide del Sole"

Tutto questo in Europa. Ma le sorprese sono solo iniziate. La considerazione che ha fatto saltare sulla sedia meta` della comunita` archeologica mondiale, difatti, e`che le prime datazioni di questo sito archeologico indicano come anno di costruzione, circa il diecimila a.C., circa ottomila anni prima della data ufficiale delle piramidi egiziane. Quest` ipotesi sorprendente costringerebbe gli archeologi a riscrivere i libri di storia: questa piramide potrebbe infatti essere la testimonianza di un’antica civilta` tecnologicamente avanzata.
Ma questa data risveglia anche un` altra ipotesi che ha quasi il sapore di fantascienza e`che le piramidi, sparse in diversi punti del nostro pianeta, in punti molto particolari funzionassero da “indicatori” per antichissime civilta`. Una sorta di “fari”, anche se non si sa per quali tipo di “navi” e quale tipo di “mare”.

Ma cosa e`stato ritrovato esattamente in questa Piramide del Sole?

Si parla di una tomba all’ingresso della piramide e di cunicoli con iscrizioni, mattonelle, utensili antichi e precisissimi per tagliare la pietra. Ma non e`tutto. E`stato scoperto anche un tunnel. Un tunnel stretto in cui si entra quasi strisciando ma che risulta perfettamente ventilato. Tutto l’interno della piramide e`pieno di fori che sembrano essere camini.
Inoltre unendo il vertice della Piramide del Sole con quelli delle altre due - che sono state battezzate della Luna e del Dragone - otteniamo un perfetto triangolo equilatero: tutti gli angoli sono di 60 gradi. Ma a questo collegamento “virtuale” corrisponderebbe anche un preciso sistema di cunicoli sotterranei che unirebbero le presunte piramidi.
Che questo sia un luogo “magico” e`fuori di dubbio. Sulla sua sommita` sono state rinvenute iscrizioni dell’Ordine del Tempio: anche i templari, dunque sono passati di qui. Ma non solo. Antiche leggende locali raccontano infatti che a nessuno era permesso di vivere sulla vetta della collina se non fosse stato disposto a difendere con la vita i segreti delle sue fondamenta.
Se tutto questo e`vero, se questa costruzione e`veramente cio` che sembra: una piramide piu` alta di quella di Cheope realizzata con strumenti di tecnologia avanzata per il dodicimila a.C., la domanda che rimane e`: chi l’ha costruita? Per chi ama far viaggiare la fantasia c’e` di che sognare in questo angolo di Bosnia.
Un’ultima curiosita`: la data di fine lavori archeologici e`prevista per il 2012 e il 2012 e` la data indicata chiaramente nelle profezie Maya come il momento in cui iniziera` una Nuova Era per l’umanita`. Una data che torna anche nell’iconografia egizia, negli antichi mitrei romani e persino nella lontana Cambogia...

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19.10.2008., nedjelja

Premio Nobel per la Letteratura 2008: Jean-Marie Gustave Le Clézio

Di recente e`stato assegnato il Premio Nobel per la Letteratura allo scrittore Jean-Marie Gustave Le Clezio con la seguente motivazione:

"Autore di nuove sperimentazioni, avventure poetiche ed esploratore di un'umanita` dentro e fuori la civilta` imperante."

Ma chi e` questo scrittore, da noi poco conosciuto?

Jean-Marie Gustave Le Clezio, scrittore francese dalla vita errabonda e intensa, nato a Nizza nel 1940, e`un protagonista assoluto della scena letteraria francese contemporanea. Romanziere, narratore, saggista, Le Clezio si e`formato nel periodo del noveau roman francese, pur seguendo un percorso estremamente personale.
A soli 23 anni, pubblica la sua opera prima "Le proces verbal“, (Il verbale) con il quale si afferma sulla scena internazionale, vincendo il prestigioso Prix Renaudot (1963).
Autore colto, di grande vitalita`, Le Clezio e`passato dal raccontare l'alienazione dell'uomo nella societa` contemporanea, alla narrazione di una ritrovata armonia tra l'uomo e il mondo. Tutta la sua produzione e`animata da un immenso amore per la natura, in particolare per il sole e il mare.
Dal 1964 in poi Le Clezio ha continuato a pubblicare libri di grande successo al ritmo di un titolo l'anno: e`del 2003 „Revolutions“, romanzo rivelatore per il suo carattere profondamente autobiografico. Vi si ritrovano l'infanzia, la vita familiare dell'autore, il suo perenne migrare, la nascita a Nizza, le origini Bretoni, il periodo trascorso alle Mauritius, in Inghilterra e l'approdo al New Mexico.
Per il resto, la sua vasta produzione (trenta tra romanzi, saggi, traduzioni e racconti) permette di riportare solo alcuni titoli.
Fra i suoi primi lavori, ricordiamo: „Terra Amata“ (1967), „I giganti“ (1973) e „Deserto“ (1980).
I titoli piu` recenti, che ci hanno permesso negli anni novanta di conoscere piu` da vicino Le Clezio, sono: „Onitsha“ (1992), „Diego e Frida“ (1997), „Le due vite di Laila“ (1999) e „Stella errante“ (2000).
In „Diego e Frida“, saggio sul matrimonio tra due compagni di vita, d'arte e di rivoluzione, racconta le esistenze e gli amori tra il muralista militante comunista Diego Ravera e la pittrice surreal-naif Frida Kahlo.
Ne „Le due vite di Laila“, Le Clezio tratteggia il ritratto di un'eroina forte e indipendente, pronta a lottare per conquistare il proprio destino: il romanzo ha venduto in Francia 200.000 copie.

Hanno scritto di lui: "I sentimenti in Le due vite di Laila, sono sempre sentimenti veri, perche` nascono dal racconto nel suo stesso svolgimento, dalla capacita` di rendere il lettore partecipe di un pensiero intimo, fisico, privo di orpelli intellettuali".

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Jean-Marie Gustave Le Clezio



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