Cultura

29.12.2007., subota

Salani divulga copertina H.Potter 7

Free Image Hosting at www.ImageShack.us L'editrice Salani ha diffuso sul suo sito un'immagine della copertina dell'edizione italiana di „Harry Potter e i doni della morte“. Il volume - settimo e ultimo libro della saga di J.K. Rowling – uscira` in Italia nella notte fra il 4 e il 5 gennaio 2008 e la copertina, realizzata come le precedenti dalla disegnatrice pesarese Serena Riglietti, doveva essere top secret fino all'ultimo, ma numerose scannerizzazioni hanno cominciato a circolare in rete da diversi giorni.


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24.12.2007., ponedjeljak

IL GIOVANE HACKER E LA PICCOLA STREGA

IL GIOVANE HACKER E LA PICCOLA STREGA di Luigi Calcerano e Filippo Calcerano, 2005, Milano Principato (Romanzo+Quaderno delle attivita`) € 9,20

Primo libro di narrativa scolastica che affronta il problema della pirateria informatica e dei diritti informatici di conoscenza nonche` la problematica del confronto tra sapere scolastico e sapere liberamente procurabile su internet, che ha interessanti effetti orientanti per un ragazzo che la affronti magari en passant, mentre si gode le vicende di un diciassettenne che smanetta coi computer, anarchico ed individualista costretto dalle cose che gli capitano ad un processo di crescita personale che lo porta verso la solidarieta` e l’impegno. Un libro da non perdere per chi vuole che la scuola si occupi dei problemi della societa` della conoscenza!

Il libro, particolarmente divertente, leggibilissimo, pieno di colpi di scena e di sorprese, con avventure, combattimenti, storie sentimentali, suspense, conflitti generazionali e conflitti tra ragione e irrazionalita`, con la partecipazione straordinaria di personaggi fantastici, che Calcerano ha scritto col figlio Filippo e` un misto tra fantascienza, fantasy e poliziesco dove il meglio dei vari generi viene messo a confronto e, per cosi` dire, in concorrenza! Il protagonista assoluto e` Errico Fortuna, un giovane hacker, creatore di videogiochi di successo, che lo hanno di fatto gia` reso ricco e che vuole abbandonare la scuola per soddisfare le sue (grandi) esigenze di conoscenza in Rete, con il suo straordinario mentore, Spock, il piu` grande cervello elettronico dell’Universita` di Stanford a Palo Alto, in California. Il giovane lettore e` immerso subito nel fenomeno degli hacker, il suo protagonista si presenta subito, sin dalle prime scene come capace di infiltrarsi e penetrare nei sistemi informatici, forzando le difese dei computer.
Si presenta subito anche il problema della trasgressione e del rapporto tra legalita` ed illegalita`.
Calcerano & Figlio chiariscono presto la differenza che esiste tra hacker e craker. I craker sarebbero coloro che provano gusto a forzare ed entrare illegalmente nei computer degli altri, a truffare le compagnie telefoniche, a provocare guasti per il solo gusto di far danno. I veri hacker non vogliono essere confusi con costoro, chiamano questa gente 'cracker', e non vogliono avere nulla a che fare con loro. Il testo si presta per aprire tra i giovani un dibattito aperto e privo di pregiudizi sulla tematica, di cui sono abituati a sentire una sola campana, quella degli apparati repressivi e delle telco, le grandi organizzazioni di telecomunicazione che nel libro hanno il ruolo della Spectre nei romanzi di James Bond.

Per meglio approfondire l’argomento riportiamo una parte dell`intervista agli autori che e` pubblicata nell’apparato del libro.

Ci pare che nella storia abbiate considerato gli hacker con una certa benevolenza, non li ritenete volgari pirati informatici?

F.C.-Io ne conosco qualcuno, sono bravi ragazzi e non sono criminali, ve lo assicuro! Come dovevamo considerarli?
L.C.-Devo dire che gli amici di mio figlio mi hanno un po’ influenzato. Non condivido tutto quello che fanno, come mi capita per i writer, ma non credo che il giudizio su quelli che non sono cracker debba essere troppo severo. Sto anzi approfondendo come la pensano perche´alcune cose mi sembrano molto interessanti! Sapete cos’e` un sistema operativo, vero? E’ quel programma, quella cosa che fa capire all’hardware come far andare i pacchetti di software , come gestire le periferiche, l’hard disk, gli assegnamenti della memoria e una quantita` di altre cose…Be’, un hacker, un certo Linus Tornvald, ha costruito, il suo, e lo ha messo a disposizione di tutti, un sistema efficace e versatile, E lui, da solo, a neanche 20 anni, con un semplice 386, ha scritto il nucleo centrale di un sistema operativo, un lavoro per cui non bastano equipe di cervelli molto esperti e strapagati. E’ una cosa che ti da da pensare.
F.C.-Gli hacker sono curiosi e ficcano il naso da tutte le parti, anche dove non dovrebbero, nelle banche dati degli altri per esempio. Ma poi quello che ci tirano fuori, quasi ogni loro prodotto e` free, a disposizione di tutti quelli che tramite Internet, lo vogliano scaricare nel proprio computer. E questo mi pare veramente bello!

Ma che cosa significa esattamente la parola hacker?
L.C.-La parola hacker viene dal verbo to hack, che tra l’altro, significa “svolgere un lavoraccio faticoso e mal pagato” ma anche “semplificare cose difficilissime facendole diventare assolutamente comuni, banali, prive di difficolta` astruse.E’ una parola che fra noi si e` cominciata ad usare verso la fine degli anni cinquanta. In questo senso eravamo tutti hacker, noi esperti di informatica, allora…professionisti mal pagati ma capaci di risolvere problemi difficili. In realta` gli hacker si definiscono diversamente. Si sentono campioni della liberta` e della ricerca della conoscenza.
F.C.-Lo scrittore di fantascienza Sterling in “Giro di vite contro gli hacker” pubblicato qualche anno fa li definisce cosi` “Il termine puo` indicare l’esplorazione intellettuale a ruota libera delle piu` alte e profonde potenzialita` dei sistemi di computer, o la decisione di rendere l’accesso ai computer e alle informazioni, quanto piu` libero e aperto possibile. Puo` implicare la sentita convinzione che nei computer si possa ritrovare la bellezza, che la fine estetica di un programma perfetto possa liberare la mente e lo spirito.(...)Tutti gli hacker sono completamente imbevuti di un’eroica passione antiburocratica. Aspirano ad essere riconosciuti come un lodevole archetipo culturale,l’equivalente elettronico e post-moderno dei cowboy e degli uomini delle montagne.

Come mai da quella sua cosi` simpatica spiegazione etimologica si e` arrivati ad attivita` illecite e, alla fine a questa specie di glorificazione degli hacker?
L.C.-Il motivo c’e`. Alla fine degli anni cinquanta i pochi computer disponibili erano macchine gigantesche, l’equivalente di un personal che ora tenete in casa su un tavolino, riempiva una sala come questa. Ed erano, ovviamente macchine costose, costosissime, controllate da un numero ristretto di privilegiati.
F.C.- Furono i primi a gustare il frutto della conoscenza!Fu allora che nelle universita` americane alcuni studenti, stufi della tutela dei professori, cominciarono a compiere azioni illegali, a penetrare nelle stanze dei calcolatori e ad utilizzare le macchine di nascosto. E’ da allora che al termine hacker s’e` aggiunta , come dire, una sfumatura di illegittimita`, di persona che compie attivita` non del tutto lecite.

Ma perche´qualcuno dovrebbe lavorare clandestinamente per regalare agli altri un programma di informatica che potrebbe invece vendere facendosi pagare profumatamente?
F.C.-Gli hacker sono cosi`. Per questo mi piacciono!
L.C.-Mio figlio ha ragione.Anche a me piacciono abbastanza quando non combinano guai! Perche´ sono persone prese dall’ossessione della conoscenza. L’informazione deve essere libera, dicono loro e si tratta di una cosa che mi convince. E poi il desiderio di sapere, in essi e` cosi` intenso che per loro e` piu` importante del denaro, delle proprieta` e della vita. Nell’Eta` dell’Informazione mi pare mica male… qualcosa di nuovo, di bello.
F.C.- In fondo, la distribuzione libera delle informazioni potrebbe essere una liberta` da garantire, nel futuro, contro le multinazionali e i signori dell’informatica, non vi pare? Anche i diritti politici da garantire cambiano! Magari ora ci sono i diritti civili elettronici!

Gia` dalle prime scene del libro si introduce il concetto di ciberspazio…Ma che cos’e`, poi, questo ciberspazio?
L.C- Un’altra dimensione sterminata che non e` sopra noi ma e` accanto a noi. Il kybernetes era il timoniere, il pilota della nave, poi quando si volle trovare una parola per battezzare la scienza del governo dei sistemi di controllo, che si serviva di analogie tra le macchine e il sistema nervoso degli animali, qualcuno penso` alla parola cibernetica. Anche adesso gli ipertesti sono mappe dei contenuti, con un aspetto vagamente geografico, un planisfero, con noi che ci aggiriamo tra queste mappe, navighiamo, teniamo la rotta del nostro computer. Per questo quello che c’e` al di la` del computer, dove ci si puo` muovere e dirigere e` stato battezzato ciberspazio.
F.C.-La parola l’ha inventata uno scrittore di fantascienza, e` una parola recente, prima del 1982 non c’era.




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