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IL GIUDIZIO D'OTTOBRE



Un'opera di Severino Majkus

Gli unici titoli che mi autorizzano a presentare l'opera del pittore Severino Majkus sono la nostra antica amicizia e l'amore per la terra e la cultura dell'Istria: la rossa terra delle fertili doline e la bianca pietra delle montagne e delle chiese esposte al vento e alla salsedine dell'Adriatico.
Severino Majkus è un istriano che dipinge paesaggi istriani, che li conosce e li ama, che li abita e li percorre prima di fissare sulla tela un particolare o un frammento, dimesso e apparentemente insignificante, in un momento irripetibile, come l'alba appena velata o il tramonto affocato. Quante volte ha colto le poche case di un borgo nel silenzio di un pomeriggio o le rovine di un edificio (chiesa o castello) nell'abbandono che la storia lascia dietro il suo passaggio !
Quasi vent'anni fa vidi nel suo studio una grande tela incompiuta sulla quale erano effigiati personaggi storici riuniti attorno a un tavolo: nonostante l'importanza del soggetto (una specie di "ultima cena dei padri del socialismo")..jl pittore non era soddisfatto e voleva abbandonare o distruggere l'opera. In parte grazie (o a causa) dei nostri colloqui, Majkus ha realizzato una nuova grande tela con lo stesso soggetto ma rinnovandone la composizione, che ora appare meno rigida, più elaborata: un vertice del triangolo è occupato dalla bianca figura di Karl Marx, gli altri, diametralmente opposti, sono occupati dal teorico socialista americano Daniel De Leon e dal russo Lenin. A questa figurazione dialettica fanno da cornice altri gruppi di personaggi immersi nella conversazione, mentre sulla sinistra di chi guarda siede una donna dall'aspetto dolce ma deciso: si tratta della maestra istriana Giuseppina Martinuzzi che, al di là del dibattito ideologico, ha concretamente lavorato durante tutta la sua vita per l'elevazione materiale, morale e culturale degli uomini e donne dell'Istria.
Il giudizio d'ottobre è un'opera ambiziosa per i 1 tentativo di operare una sintesi tra passato e presente: è anche un'opera generosa che Majkus, coltivando un ideale forte, ha perseguito durante questi anni disillusi e impegnati solo dal profitto. Nella somma di tanti stimoli culturali e di tante esperienze di vita (dall'Istria all'Australia e di nuovo all'Adriatico) egli ha tentato di raggiungere un difficile equilibrio che si potrebbe identificare nel classico canestro di frutta che occupa il centro focale del quadro (all'incrocio delle linee diagonali).
Per un pittore dell'attimo e della luce che fuggono, questo corpo a corpo con la storia dell'ultimo secolo rappresenta una grande sfida; per noi il quadro e un invito a vedere, oltre le tragedie, la necessità dell'ideale.

Luciano Morbiato, Padova


Post je objavljen 14.09.2012. u 20:36 sati.