APOLLO MUSEUM HOTEL

ponedjeljak, 07.11.2011.

HOTEL VILLA LA GROTTA. HOTEL VILLA


HOTEL VILLA LA GROTTA. ALERY HOTEL ANNECY.



Hotel Villa La Grotta





hotel villa la grotta






    hotel
  • A code word representing the letter H, used in radio communication

  • a building where travelers can pay for lodging and meals and other services

  • An establishment providing accommodations, meals, and other services for travelers and tourists

  • A hotel is an establishment that provides paid lodging on a short-term basis. The provision of basic accommodation, in times past, consisting only of a room with a bed, a cupboard, a small table and a washstand has largely been replaced by rooms with modern facilities, including en-suite

  • In French contexts an hotel particulier is an urban "private house" of a grand sort. Whereas an ordinary maison was built as part of a row, sharing party walls with the houses on either side and directly fronting on a street, an hotel particulier was often free-standing, and by the eighteenth





    villa
  • A detached or semidetached house in a residential district, typically one that is Victorian or Edwardian in style

  • country house in ancient Rome consisting of residential quarters and farm buildings around a courtyard

  • Mexican revolutionary leader (1877-1923)

  • (esp. in continental Europe) A large and luxurious country residence

  • detached or semidetached suburban house

  • A large country house of Roman times, having an estate and consisting of farm and residential buildings arranged around a courtyard





    la
  • the syllable naming the sixth (submediant) note of a major or minor scale in solmization

  • Louisiana: a state in southern United States on the Gulf of Mexico; one of the Confederate states during the American Civil War

  • The note A in the fixed-do system

  • lanthanum: a white soft metallic element that tarnishes readily; occurs in rare earth minerals and is usually classified as a rare earth

  • (in solmization) The sixth note of a major scale











Capri - Calca all'ingresso della Funicolare




Capri - Calca all'ingresso della Funicolare





Un secolo di funicolare

Da cento anni le rosse vetture raggiungono in pochi minuti il cuore dell’isola



Qualcuno “capalbiamente”, le preferisce il fascino maremmano- chic della Toscana meridionale o l’esotismo ormai sbiadito dei Caraibi e delle Seychelles, ma l’isola di Capri continua ad essere la regina del mare per chiunque l’abbia assaporata soprattutto nei periodi morti, quelli amati dai suoi esuli, come il barone Fersen, Norman Douglas, Compton Mackenzie. Difficile elencare tutti i “gioielli” di questa piccola terra cara ai dandy di ogni epoca. Ci sono i Faraglioni, c’e la Grotta Azzurra e l’Arco Naturale. E un’infinita di anfratti, siti, passeggiate a contatto con il Dio che creo, con l’aiuto del vento, della roccia e del mare, tutte queste bellezze.
Ma c’e qualcosa creato anche dall’uomo.
Non alludiamo alle villette che crescono, facendosi spazio a gomitate, ogni inverno, ma alla Funicolare, che dell’isola e un simbolo ormai centenario. Certo non fu accolta con gli onori e i mugugni suscitati il 6 maggio 1880 dall’altra funicolare, quella del Vesuvio, che prima fu definita «una profanazione…come togliere la poesia al monte», poi divento poesia e canzone essa stessa. E quando il musicista Luigi Denza e il paroliere Peppino Turco videro i suoi due primi vagoncini salire faticosamente, quasi sudando, sul Vulcano, composero quella Funiculi, funicula che e una delle leggende musicali di Napoli e fu perfino un po’ scopiazzata da Richard Strauss.
No, la funiculare di Capri nacque nel 1905, in sordina, tanto che l’inaugurazione vera e propria avvenne soltanto dopo due anni. Ma non la vollero soltanto i turisti, la pretesero gli isolani, stanchi di andare da Marina Grande a Capri citta a piedi o a dorso di asinello, mentre i villeggianti se la “spassavano” su eleganti carrozze. Nel 1892 fu creato un comitato promotore e in poco tempo (almeno per quel periodo) la funicolare venne costruita da una societa italoamericana creata per l’occasione, la Sippic (Societa imprese pubbliche e private Ischia e Capri). Funzionava di giorno e partiva ogni mezz’ora. Quella macchina creo subito un mezzo miracolo sociale: capresi e forestieri, dentro le sue cabine, cominciarono a conoscersi meglio e a fraternizzare. Poi due altri piccoli miracoli, uno energetico, l’altro educativo. L’elettricita che spingeva la funicolare, grazie a una centrale autonoma, si diffuse rapidamente nell’isola. Ne beneficiarono gli alberghi e le case dove gradualmente sparirono i lumi a gas e le candele. In nome del progresso, un parroco, Don Giuseppe De Nardis, chiamo a Capri le suorine di Santa Elisabetta che portarono l’educazione: insegnarono a piccoli e grandi a leggere, scrivere e a parlare un dialetto un po’ meno astruso. Crebbe il turismo, crebbe un piccolo lusso che fece di Capri l’isola piu invidiata del Golfo.
Siamo alla fine dell’Ottocento quando vi giungono separatamente tre inglesi che hanno voglia di cambiare aria dopo la condanna di Oscar Wilde per omosessualita. Sono William Somerset Maugham, Edward Frederick Benson e John Elligham Brooks.
Poi arriva anche Lord Alfred Douglas, l’amico di Wilde. Nel 1897 lo raggiunge lo stesso Wilde, uscito di prigione. Capri e l’oasi del piacere dove nulla e peccato. Nascono i club e i clan degli esuli britannici, tedeschi e francesi che staccano sempre piu l’isola dalla terraferma. E nel ’98 sbarca Fritz Krupp, magnate dell’industria bellica. Ma non cerca la guerra, organizza orge e festini che i capresi non osano condannare perche l’industriale e ricchissimo e generoso. Dona denaro a tutti e una strada bellissima all’isola azzurra, finche le voci diventano notizie. La Germania si infiamma e bolla di accuse infamanti Krupp, che lascia Capri e si uccide. Pero l’isola e ormai un crocevia di peccatori. Vi costruisce una villa sontuosa e maledetta il barone Fersen, ricordato da Peyrefitte nel romanzo L’esule di Capri. Anche lui, dopo una vita dissoluta e chiacchierata, si toglie la vita, con cinque grammi di cocaina. Il suo suicidio estetico assolve questa terra da ogni diversita, la rende simile a un Olimpo dove tutto e permesso, poiche gli dei peccano per poter assolvere piu serenamente l’umanita.
Ma la funicolare comincia a portare famigliole borghesi. Oggi Capri non e l’isola della trasgressione, e l’isola dei bambini e delle vacanze costumate. Piu che il fragore della risacca senti il frignare dei bebe. Anche quando viaggi nella sua “funiculi-funicula”. A proposito, e bello viaggiarci, soprattutto quando piove, perche la pioggia e per quest’isola la prova del nove. Come una bella donna colpita da un’improvvisa indisposizione mostra nei giorni del malessere atmosferico la sua vera bellezza, non il fascino acerbo di una giovinetta. E appena la pioggia si attenua, il cielo si accende di squarci che sembrano gli occhi accecanti di una sirena. Una sirena di calcare e arenaria ancorata a diciassette miglia da Napoli e a pochi istanti dall’impero romano. Vista dalla funicolare, Capri e piu bella, e piu











Capri




Capri





Via Krupp
Friedrich Alfred Krupp era un grande amante di Capri, dove ebbe modo di godersi la vita, e soprattutto di svolgere ricerche biologiche marine sul plancton (in collaborazione con la Stazione Zoologica di Napoli), servendosi del suo panfilo Puritain ancorato a Marina Piccola. A Capri Krupp non ebbe mai una villa di proprieta, ma abito nel Hotel Quisisana dove aveva affittato una suite di quattro stanze; in attesa di costruirsene una, aveva acquistato tutto il vasto terreno situato fra la Certosa ed il Castiglione, creandovi un parco (ribattezzato dopo la I Guerra Mondiale e ancora oggi chiamato "Giardini di Augusto"); e poi aveva acquistato la "grotta di fra Felice" da lui ristrutturata in una piccola abitazione di due piani, simile ad una torretta (oggi fatiscente), raggiungibile tramite un ponticello: pied-a-terre dove egli soleva ritrovarsi con gli amici (Ignazio Cerio, Edwin Cerio, Vincenzo Cuomo, ecc.); dopo lo scandalo, corsero voci che Krupp avesse vissuto in questa grotta parecchi eccessi con giovani amanti, ma non esistono testimonianze dirette in tal senso.
La costruzione che pero piu lega il suo nome a Capri e la strada a tornanti arditissimi (via Krupp) che egli fece aprire sui pendii molto ripidi e scoscesi situati fra i suoi Giardini e la Marina Piccola - strada definita da Roberto Pane "una vera e propria opera d'arte" e che costituisce oggi un'attrazione turistica dell'isola - che aveva lo scopo di fargli raggiungere piu agevolmente il suo panfilo.









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