Albergo hotel. Geneva inn



Albergo Hotel





albergo hotel






    albergo
  • An Albergo (Alberghi in plural) was a term used during the Renaissance to indicate an organizational structure in which several families linked by blood or a common interest banded together. The different families derived economic, political, or military support from each other.

  • (ahl-BEHR-goh) – This is the Italian word for “hotel;” see listing above for what you can expect.





    hotel
  • An establishment providing accommodations, meals, and other services for travelers and tourists

  • In French contexts an hotel particulier is an urban "private house" of a grand sort. Whereas an ordinary maison was built as part of a row, sharing party walls with the houses on either side and directly fronting on a street, an hotel particulier was often free-standing, and by the eighteenth

  • A hotel is an establishment that provides paid lodging on a short-term basis. The provision of basic accommodation, in times past, consisting only of a room with a bed, a cupboard, a small table and a washstand has largely been replaced by rooms with modern facilities, including en-suite

  • A code word representing the letter H, used in radio communication

  • a building where travelers can pay for lodging and meals and other services











albergo regina




albergo regina





Cerimonia per la posa della lapide
all’ex “Albergo Regina” - Comando Nazista 1943-1945
Via Silvio Pellico ang. Via Santa Margherita – Milano
Venerdi 22 Gennaio 2010, ore 14,30

Sono previsti interventi di testimonianza
per ribadire, al cospetto dei Gonfaloni di Milano e Sesto San Giovanni, Citta Medaglie d’Oro della
Resistenza, e dei Medaglieri di ANPI, ANED e FIAP, la vicinanza di quanti hanno voluto questa lapide ai valori della Costituzione e della Democrazia, nate dalla Resistenza, strumenti attuali e necessari alla edificazione di una societa di esseri umani liberi ed eguali.

LETTURE di Aglaia Zannetti
FAREMEMORIA: performance di Giovanni Rubino
La lapide sara “segnata” dall’Artista della Memoria Giulio Iacchetti

Sara in distribuzione, dietro l’offerta di un contributo, il volume, a cura di G. Marco Cavallarin, Albergo Regina & Metropoli, 1943-1945. La storia raccontata da una lapide, 2010.

La lapide viene posta con il contributo di “Generali Properties”.
GIORNO DELLA MEMORIA 2010
Legge 20 luglio 2000 n. 211
Art. 1 - La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonche coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
LA STORIA RACCONTATA DA UNA LAPIDE
Perche una lapide all’ex Albergo Regina? Perche si possa ricordare, conoscere e tramandare la storia delle atrocita che in quel luogo ebbero luogo al seguito di un disegno premeditato e sistematico di sterminio di esseri umani.
Perche i Gonfaloni insigniti delle Medaglie d’Oro della Resistenza? Perche si possa ricordare, conoscere e tramandare la scelta delle Citta di Milano e di Sesto San Giovanni, i cui cittadini piu di altri passarono per le stanze dell’Albergo Regina, di combattere contro quel disegno di annientamento.
Perche il Medagliere dell’Ass. Naz. ex Deportati? Perche si possa ricordare, conoscere e tramandare l’abominio dei trasporti di esseri umani verso i campi dello sterminio.
Perche i Medaglieri dell’Ass. Naz. Partigiani d’Italia e della Fed. Italiana Ass. Partigiane? Perche si possa ricordare, conoscere e tramandare la scelta di centinaia di migliaia di donne e uomini insorti contro la bestialita del fascismo e del nazismo, in ogni cosa tra di loro collaboranti.
Perche nel Giorno della Memoria? Perche si possano ricordare, conoscere e tramandare “la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonche coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.”
A Milano, citta, insignita della Medaglia d’Oro della Resistenza, esistono luoghi rimossi dalla memoria collettiva nei quali si sono svolte importanti e drammatiche pagine di storia.
Uno di questi e l’ex “Albergo Regina”, a pochi passi da Piazza del Duomo. In esso, dal 13 settembre 1943 al 30 aprile 1945, ebbe sede il quartiere generale nazista di Milano, con i comandi provinciale e interregionale della Polizia di Sicurezza (SIPO), del Servizio di Sicurezza (SD) tedeschi, e dell’Ufficio IV B4 incaricato della persecuzione antiebraica.
Li agiva il colonnello delle SS Rauff, collega di Eichmann, comandante della SIPO-SD avente autorita su Piemonte, Lombardia e Liguria. Alle sue dirette dipendenze era il capitano Theodor Saevecke, capo della Gestapo a Milano, condannato all’ergastolo il 9 giugno 1999 dal Tribunale Militare di Torino come responsabile dell’eccidio dei Quindici Martiri di Piazzale Loreto del 10 agosto 1944. A lui era affidato il comando avanzato della citta.
L’“Albergo Regina”, dove fu detenuto anche Ferruccio Parri, fu di grande importanza per il lavoro di ricerca poliziesca che nazisti e fascisti vi svolgevano in stretto rapporto con la Legione Muti, la X Mas, le brigate nere e la banda Koch di “Villa Triste”. L’“Albergo Regina”, un posto terribile, e tristemente noto per essere stato luogo in cui la tortura e l’assassinio erano le regole di comportamento. Saevecke si serviva del cosiddetto ‘macellaio’ Gradsack, e ‘lavorava’ a stretto contatto con i sanguinari Otto Koch, sottufficiale Gestapo, e Franz Staltmayer, detto ‘la belva’, armato di nerbo e cane lupo.
Dall’“Albergo Regina” i catturati (ebrei, partigiani, antifascisti, sospettati, ecc.) venivano avviati al carcere di San Vittore, in alcuni casi direttamente ai trasporti partiti dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano per essere deportati.
A Milano, tra via Silvio Pellico e via Santa Margherita, non c’e ancora nemmeno una lapide che ricordi











albergo e piazza Santa Barbara, Sabaudia




albergo e piazza Santa Barbara, Sabaudia





C421_05a
02/05/2009 : Sabaudia (LT): albergo e piazza Santa Barbara (ex mercato coperto) dalla torre civica (Luigi Piccinato, Gino Cancellotti, Alfredo Scalpelli, Eugenio Montuori, 1934)









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